venerdì 27 novembre 2015

La Sofferenza: attraversare le Colonne d' Ercole








Sulla vera sofferenza. Pare impossibile uscirne per quanti ne attraversano, a piedi nudi, il sentiero; ma passa, passerà: si farà più sopportabile. Occorre lasciare che scorra il tempo, Colui che tutto sana.
Pensiamo alle Colonne d'Ercole, ritenute l'accesso verso un nuovo mondo, sorveglianti della rotta per luoghi sacri, simbolo di crescita, illuminazione mentale e spirituale dopo la prova, necessaria ad ogni uomo, del dolore. Secondo Platone, la perduta Atlantide era situata oltre le Colonne d’Ercole, nel regno dell’Ignoto, per Bacon, tra le colonne corre il sentiero che porta verso il superamento delle incertezza terrene, al perfetto ordine dell’Uomo Nuovo.
“La città degli eletti filosofici si staglia dalla vetta più alta delle montagne della Terra, e qui gli dèi degli sapienti se ne stanno insieme in una felicità eterna”.
I pilastri si fanno metafora di equilibrio tra due forze opposte, “Stabilità” e “Forza”, i due opposti di cui è costituita la natura umana. Sono espressioni attive e passive dell’energia divina, bene e male, il sole e la luna, luce e oscurità.
La tradizione rinascimentale riporta che i pilastri recavano l’avvertimento “Nec plus ultra” (anche “non plus ultra” “nulla più in là”), che serviva da ammonimento per i navigatori a non proseguire oltre.
Nella 'Forza' sarà 'Stabilità' la mia dimora.






(Da ‘Riflessioni, Pensieri’)



Nessun commento:

Posta un commento

L' eterno alibi per non fare

Non amai che la rosa che non colsi. E' semplice dire, delusi, "Avrei voluto ma...", o "Volevo farlo ma mi è st...