sabato 13 febbraio 2016

Muoversi fra tempo ed eternità: Morte alla Ragione







Il Moncomble annotava: “...gli uomini sono quello che sono, vogliono essere psichicamente liberi. Tengono a quello in cui credono, non vogliono separarsene nonostante l’evidenza”.

Uomini ‘liberi di scegliere’ tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, tra bene e male. Ma se un uomo non sa cosa può essere male per lui o per l’intera Umanità, è in grado di scegliere?

Vero è che gli uomini vivono con l’illusione della libertà e non vogliono subire l’umiliazione di lasciarsi imporre una direzione. Pensano di scegliere liberamente, ma la loro è solo una magnifica illusione creata e mantenuta con la violazione pischica; tutto il sistema della democrazia si fonda su questa base. Mi vengono in mente Guénon e il suo caduceo: Il serpente OPHIS come simbolo di saggezza, la SOPHIA dei Greci -parola da cui OPHIS trae le lettere che lo compongono- e una velza malefica inferiore che lo connota come Satana, l’Avversario (o soltanto il Pensante?).

Riuniti, i due serpenti simbolici delle forze bene-male, in movimento perpetuo di salita/evoluzione, discesa/involuzione; cicli della forza universale (il Dio-Tutto che muove gli esseri) che, arrotolandosi sull’asse del mondo

–percorso verticale che conduce dalla terra/umanità al cielo, inteso come rigenerazione- formano appunto il caduceo di Ermete.

In realtà il caduceo rappresenta l’equilibrio, quindi l’indifferenza tra bene e male, la coincidentia oppositorum che, nella teologia gnostica, regge il cammino dell’umanità in una direzione fissata, verso un mondo celeste visto come autodivinazione. Le ali rappresentano il cielo, meta da raggiungere.

Impossibile non riportare la tesi del filosofo tedesco Nikolaus Krebs (latinizzato Nicola Cusano, 1401-1464). Secondo Cusano, è necessario comprendere che l'atteggiamento che sempre l'uomo deve tenere al cospetto di Dio è quello della socratica docta ignorantia: l’umile sapere di non sapere. Cusano utilizza un esempio tratto dalla geometria: un cerchio (che rappresenterebbe il reale) non potrà mai essere uguale al poligono in esso inscritto (che sarebbe la nostra ragione) o meglio, un poligono inscritto all'interno di un cerchio non potrà mai far collimare perfettamente i suoi lati con la superficie del cerchio, perché, anche dividendoli all'infinito, esso manterrà sempre la sua natura di poligono avente lati mentre l'altro rimarrà sempre tale. Ora, posto che non sarà Dio a perdere l'infinità che gli è peculiare (se la perdesse non sarebbe più Dio), dovrà essere l'uomo a perdere la sua natura umana per incontrare Dio e conoscerlo nella Sua interezza, perché Dio sarà tutto in tutti.
La conoscenza del reale non potrà che essere una conoscenza congetturale, poiché il soggetto che studia i campi del sapere potrà conoscerli alla perfezione (ossia fin nella loro natura intrinseca) soltanto se riuscirà a penetrarli al punto da farsi, paradossalmente, gli oggetti di studio stessi.

Il re babilonese Nabucodonosor vide in sogno –spiegatogli dal Profeta Daniele per rivelazione divina, Dn 2-  una statua enorme e dall’aspetto terribile, con la testa d’oro, braccia e petto d’argento, il ventre di rame, cosce e gambe di ferro e piedi di un misto di terracotta e ferro.

All’improvviso, una pietra si staccò dal monte sovrastante. Colpì ai piedi la statua che precipitò frantumandosi in pezzi, mentre la pietra s’ingrandiva fino a diventare una montagna che riempiva l’intera terra. La gigantesca statua rappresentava i grandi imperi del tempo, in successione:  babilonese, persiano, il greco di Alessandro Magno, quello dei suoi successori, i ‘diadochi’, ai quali avrebbe fatto seguito il regno del Messia; la Santa Chiesa –la pietra/montagna-  destinata a diffondersi (partendo dal basso, i piedi fragili, la massa?), per riempire tutta la terra.

Afferma lo studioso Jean Vaquié -1910/1992- : un Dio indirizza l’angelo ordinandogli “esto vigilans et confirma cetera, quae moritura erant” (Apoc. 3,2). Vigila e rafforza il resto che sta per morire; un resto fragile, incerto, in costante balia di una tempesta che sembra non avere più fine o UN fine.

Resto tiepido e vacillante eppure aggrappato alla fede dei padri e deciso a non deviare dal solco della tradizione.

A questo pusillus grex di ‘anime vigilanti’, chiamato a vivere in tempi di desolazione, incombe il compito di pregare e agire: tanto più la disperazione cresce, tanto più cresce il numero di quanti, assetati di Verità, riescono a percepirla, riconoscerla.

Napoleone, a chi lo interrogava su quando occorre cominciare con l’educazione di un bambino, rispondeva: “Vent’anni prima della nascita,

con l’educazione della madre”. Se il moderno cavaliere è chiamato ad abbattere colonne, queste possono essere rappresentate da corona e tiara:

la prima è l’oppressione politica sorretta con la repressione, la forza delle armi, l’altra è l’oppressione ideologica, che per opprimere le Masse falsifica storia e idee. Violazione delle folle e forza del capitale: spingono al bisogno e alla disperazione le Masse. Acquisire, possedere e realizzare un profitto devono fondare e di fatto costituiscono, nella società dell’avere, i sacri e inalienabili diritti dell’individuo.

In realtà le nuove generazioni e i loro genitori, in preda ad ingenuo narcisismo -forse col desiderio di ritornare bambini: l’oggetto di culto è il gioco dell’adulto bambino-,

sono quelli che non hanno compiuto il passo della libertà da alla libertà per; non distinguono corone da tiare. Si ‘ribellano’ senza individuare la meta alla quale puntare: lo slogan è ‘il nuovo è bello’, e coltivano con disinteresse (che si fa fobia) ogni sorta di tradizione, compresi i pensieri elaborati dalle massime menti.

Oggi non interessa scoprire quanto un autore quindi una persona può essere autentica o fasulla; si pensi alla stessa formazione impartita dalla scuola: agli allievi si insegna a leggere un libro in modo da poter ripetere le idee dell’autore, si cerca di conferire ad ogni allievo una determinata ‘proprietà culturale’. I cosiddetti ottimi allievi sono, di norma, coloro che sanno ripetere con maggiore accuratezza ciò che altri hanno ragionato e scritto.

Gli studenti non apprendono interrogando, non si interrogano cogliendo le contraddizioni, dialogando criticamente con gli autori.

Parliamo di apprendimento passivo, una corsa all’avere, ingoiare testi, non all’essere dentro il testo.

Lapalissiano che se i genitori fossero essi stessi capaci di autonomia di pensiero, una tale educazione nichilista non avrebbe motivo di esistere.

Le Masse dunque, inquadrate dalle organizzazioni che muovono i capitali, vengono spinte a sciopero e violenza per ottenere temporanei aumenti salariali; senza potersi avvedere che si è diventati vittime di un’inflazione strumentale che, compensati automaticamente i vantaggi degli aumenti salariali tramite un incremento dei prezzi, non concede loro respiro, aggravando ulteriormente la miseria.

Ora, più è forte l’impotenza affettiva dell’individuo, più questo s’immagina onnipotente col sostegno di scienza e tecnica, e poco importa se il mondo attorno gli cade sopra:

acquisto una nuova auto ogni due anni quindi sono, sono perché produco e consumo, non ho pane ma ho il nuovo modello di telefono, sono perché non diverso dal gregge, sono sicuro perché ho, e non importa se l’intera famiglia del mio vicino mangia alla Caritas, il vicino mi fa pena oppure schifo: se non ha soldi per mangiare è perché non è bravo a lavorare, a produrre, ad avere.

Pieno processo di autodistruzione della cultura, del pensiero critico.

In questa visione hanno esatta collocazione i partiti politici, le leghe e i sindacati in grado di indurre uno stato di conflittualità permanente nella Massa,  impoverendola moralmente e fisicamente, rendendola facile preda di ogni successivo condizionamento o evento.















Da ‘Riflessioni, Pensieri’




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