domenica 1 maggio 2016

A Capaci, Statale 113, per il triste anniversario della morte del Giudice Falcone









Un urlo per la Pace, in Poesia, ci porterà il 23 maggio a Capaci, Statale 113, luogo tristemente noto per la strage del 1992 dove persero la vita il Giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e i giovanissimi agenti di scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro.
Tra tutte le Località Italiane partecipanti alla X Edizione del Festival Internazionale di Poesia ‘Parola Nel Mondo’, voglio evidenziare questa che, a mio parere, le rappresenta tutte o meglio, rappresenta quel fine al quale il Festival ha mirato dai suoi albori: una Umanità nuova e migliore, certamente possibile.
Poche ore dopo la strage, i ragazzi della zona avvertirono l’urgenza di esprimere, a modo loro, una condanna alla mafia: numerosi cartelli, urlanti lo sdegno nei confronti degli assassini, vennero appesi agli alberi. E da quel triste maggio del ‘92 il rito si ripete; grazie ai giovani del Movimento La Prospettiva ogni anno i cartelli aumentano, vengono appesi agli alberi e lì lasciati; solo il vento decide quando e se trasportarli lontano. Questo anno l’iniziativa dei ragazzi continua assieme al nostro Festival ‘Parola Nel Mondo’: cartelli di Poesia inneggianti Pace e la lotta a tutte le Mafie appariranno a riempire ancora gli alberi e, speriamo, le coscienze.
Aderiscono all’iniziativa:
La Casa delle Donne aps di La Spezia,
Associazione Libera Ri-Crea di Tito,
Le Rose di Atakama aps di Potenza,
Fondazione Vassallo,
Comune di Picerno,
Istituto Comprensivo Giustino Fortunato di Picerno,
Laboratorio dei Pensieri Scomposti di Salerno.

L’idea nasce grazie ad Antonio Vassallo, Nadia Lisanti e, ovviamente, il Movimento La Prospettiva; i singoli poeti, le associazioni che aderiscono potranno inviare entro il 15 Maggio presso “Movimento Prospettiva, Via Domenico Sommariva 128, 90040 Capaci (PA)
una poesia, il pensiero, un’azione di pace con cui aderiscono al X Festival Internazionale di Poesia Palabra en el Mundo.
Dopo il 23 Maggio, tutto il materiale pervenuto -il non biodegradabile- verrà ospitato nella “Bacheca della Memoria” mentre tutti i cartelli, di prassi, resteranno appesi agli alberi fino a che il vento non li porterà via.
Non dimentichiamo gli assassini, non dimentichiamo quanti, per uno Stato indifferente o assente e per l’omertà dei più, hanno dovuto ‘farsi’ eroi.
Anche una ghianda può, nel cuore, portare la magnifica quercia che diverrà; ogni uomo può farsi protagonista del proprio quotidiano e farlo tramite piccole azioni che, col tempo, potranno –ci auguriamo- essere emulate.
E un mondo giusto deve necessitare di querce, non di eroi.







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