venerdì 10 giugno 2016

Davanti al Pubblico sei Nudo







Davanti al pubblico si è nudi, non si può mentire: sei ciò che sei, nulla di più, nulla di meno. E lo devi a te prima che a loro. Leoni alla fame, pronti a sbranare e lasciarti sbranare al primo errore. Il pubblico fiuta la bugia, la falsità e la mancanza di talento, la costruzione...puoi ingannarlo per un attimo ma ingannerai te stesso, sarà un soffio di vento appena, scivolerà su specchi.
Ho sempre detto che se un giorno dovessi non emozionarmi più davanti al mio pubblico bhè, quello sarà il giorno in cui smetterò di scrivere: significa che non ho più nulla da dare o respirare, attorno a me.
Il primo reading, oltre venti anni fa...ricordo il teatro, ricordo due persone tra gli spalti: uno entrato ché gratis, l'altra era la donna delle pulizie che terminava il suo lavoro, incurante di chi il pasto lo guadagnava sul palco. Un gruppetto di curiosi pastori fece il trionfale ingresso durante la lettura, e lì a fischiare, a darci addosso d'insulto. Traumatico esordio, e forse necessario.
Oggi ne rido, ma conosco il freddo e il sacrificio, la fame, il senso di fallimento, quel "Se non vengono forse è perché non valgo...". Quella sera sul palco pensai ciò che ancora oggi penso, in tutti i palchi della mia vita: "che siano due o mille, io sono qui per loro. Avanti". Tremavo, e ancora tremo.
Ah, quell'odore amici miei...l'odore del teatro, tastare il palco sotto i piedi e prima ancora dentro. Se non avessi 'fatto' la scrittrice mi sarei dedicata interamente alla recitazione.
In un'altra vita, forse.
Si, quell'emozione ancora dura: mi fa viva. 






(da 'Riflessioni, Pensieri')
 Immagine: Michael Malm



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