venerdì 8 luglio 2016

Quel Timore di Esistere







Una simpatica turista bolognese mi parla della sua paura di morire; sbircia, agitando una matita, tra le pagine di un vecchio numero della Settimana Enigmistica, sotto un ombrellone ricoperto di fragole. Di pomeriggio dovrà vedere il parrucchiere del paese, per ‘ravvivare’ la tinta prima di partire. Io? Ma ti pare una domanda da fare alle nove del mattino?
Non ho paura della morte...la cosa ti fa ridere? Mi fa piacere renderti allegra.
E’ che quando vedi in faccia la morte, quando ti ha sfiorato volendoti stringere, quando le parli perché sei già con Lei ma non ancora in Lei
comprendi quanto ci è sorella, madre persino.
Ci giochi, la sfidi ben sapendo che non vincerai per sempre e nel frattempo ci balli cercando di farlo con la maggiore dignità possibile. Ogni timore di vivere si annulla e comprendi che forse non è mai esistito; comunque che non ne vale la pena.
Di che ho paura? Mah, forse del dolore che la mia morte procurerebbe a Chi amo e mi ama.
Per il resto la vita, per me, ogni giorno della vita, è un regalo: se della Natura o di un Dio burlone questo non so e non posso dirlo, ma ci siamo e piroettiamo Amici miei. S’impara, si...Se sei un buon alunno.
La morte t’insegna che se sei ancora qui forse è per un motivo ben preciso, e non ha importanza che tu non ne sia a conoscenza ora ed in questo luogo; l’essenziale è percorrere una strada della quale non vedi la fine ma che avverti giusta. E Fare, Dare per gli altri...
condividere con l’Umanità –comunque fatta di Buio e Luce, ed il primo non è peggio della seconda- la costante meraviglia che può essere anche un solo giorno di vita in più..
E’ già morto chi ha finito di meravigliarsi, sono morti quanti danno per scontato l’Esistere.






(Imagine by Thomas Cooper Gotch)


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