mercoledì 10 agosto 2016

Quei piccoli, piccoli 'Critici Letterari'







Chi o...'cosa' sono i critici letterari? A che servono, esattamente? Si so ciò che vorrebbero rappresentare per l'autore che li venera o per un certo pubblico, Massa acritica e apolitica, che li segue. Ma chi può pretendere, così impunemente, superbamente, di valicare il confine dell’arte ed entrare nella mente del vero artista, al fine di esplorarla?
C'è chi ne ha fatto un lavoro, persino.
Non scherziamo, amici miei...è vanità; la critica stessa mi rappresenta solo vanità. Solo l’artista vero, in quanto artista, può e deve valicare -se vuole e può- quel confine, il SUO confine. E una volta saltata la staccionata credetemi: dei...'critici letterari' ride.

Un estratto inedito, da 'Sui critici d'Arte': 
Fammi ridere, Viaggiatore di Salotti, maestro nelle scoperte altrui. Sepolcro gracidante dalla parte della coda, tu, che osi un bisbiglio dietro la penna, che metti all’indice senza muovere un dito... Mi ricordi certi illusi di sapere gli artisti dalle voci di una enciclopedia, e quel volume grasso mi fa pena ché, untore, dovrà accompagnarti fino al necrologio: dalla A alla Z. Ora c’è l’Aaleniano e giù la Lyra mendicorum, e questo vuol dire questo e quello vuol dire l’altro e ancora, e il seguente.

E se del Tutto Classificato imposto stravolgessimo i fattori e ciò che prima era Aaleniano ora è Lyra mendicorum come l’affronteresti, bizzarro amico?

In che modo spiegheresti il pregiudizio rotto? Il fuoco brucia e, ancora, tu non comprendi...Non comprendi  che il fuoco brucia.

L’Arte è talento nella parabola, deriva nel vuoto, sosta spiccia su e per rami soltanto a volte in grado di sostenerti, ma spesso gracili e d’intralcio

per un peso troppo grande anche per te.







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