martedì 13 settembre 2016

L' Odore di una Verità







Fuggi dai filosofi del già pensato, fuggi anche da me che ho sempre pensato troppo. Il nero come il rosso e certi altari e i principi che rospi si fanno, alla luna piena. Spalancano boccucce a cuore, ciondolano in babbucce di velluto e oro, guance come mele e unghie curate dalle loro puttane sbrodolano, i porci, davanti all’innocenza. Fuggi, ragazzo, da voci elette e gli echi, i richiami di frizzi e i lazzi, statue omaggio agli dei e meraviglie,
inveisci su la nudità dell’imperatore...Davvero, c’è destino di soggiornare in questa vita, godere e comprendere (e il primo non sia senza il terzo!) quindi, saltimbanchi savi quando savi, piroettare, danzare, tartagliare dietro il cerone, struggendoci.
Inevitabile, al penetrare il mondo e un’umanità senza appiglio. Puro piacere masochista, questo Odore di Vita.
Scava e solca e sterra ancora maledetto tu sia! Dammi una verità tra le tante ma che odori di Verità, non lavanda.
Ora dammi la mano, e non tremare. Lo senti il vento?
Benvenuto alla Corte dei Miracoli, ragazzo mio.




(Estratto da ‘Il Testamento di Eva’, monologo teatrale)





Nessun commento:

Posta un commento

Sulle dinamiche perverse nell’uomo: essere o dover apparire ‘umili’?. Fede ( appunti, 2018: l’irrimediabile condizione di esseri individuali come origine primordiale del dolore umano? - II )

(...) in verità mi domando: quanto ci adattiamo, attraverso un ruolo pubblico o nella vita privata, a dinamiche perverse di vit...