martedì 20 settembre 2016

Parlami, Ora









Perché siamo foglie, Amore.
Foglie in autunno, mosse e arcane, lacrime in grado di sgualcire questo nostro umano tempo del vero amore forse unico alleato, capaci di addolcirne i ricordi agri.
E se tu sapessi...oh, se tu sapessi quanto il tuo volto è presente in me! Temeresti questa forza e, bestia braccata, scapperesti lontano e la tua mente sarebbe unico nascondiglio sicuro.
Vorrei che tu sapessi, se solo tu potessi sapere quanto e come ti vorrei... perdonarti per quanto ci hai fatto? Mai: significherebbe perdonare me e ciò in cui ho voluto credere amandoti.
Severina diceva che si può impazzire d’amore. È vero.
Ma forse la stessa Natura ci ha in pena per questa inumana sofferenza, tanto grande da piagare sangue e spirito e cervello? Sono una foglia, ora... .
Parlami, ora, dimmi, ti prego: confessa a una foglia di un Dio che possa averci in pietà; di Noi, creature così uniche da essere in grado di formare, unendosi, altre vite intelligenti, furbe o crudeli e in realtà fragili
gocce
disperse
perfino dal più umile dei venti...
cadiamo dal cielo unite quindi allo sbaraglio sulla nuda terra, costrette, già plagiate.
Tutte col compito di dissetarla e se solo sapessimo dall'inizio... sapessimo che, unite, potremmo essere in grado di arricchire e abbeverare, di crescere e crescerci!
Inquiete, illuse ed egoiste, destinate a perderci in direzioni spesso troppo lontane anche dalla nostra stessa immaginazione.






(Estratto da 'Lughe de Chelu', autobiografia romanzata, prima edizione 2003, Bastogi)


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