sabato 10 dicembre 2016

Ancora su pedofilia, prostituzione minorile: Chi sa e tace è colpevole









Minori violentati ancora e ancora, assassinati dentro e fuori, formattati, plagiati: l’ininterrotto stupro, tragico e agghiacciante, viene dall’omertà delle madri quindi del contesto sociale che le muove.
Parenti, maestre, medico di famiglia, inquilini e vicini, servizi sociali, parroco di quartiere, forze dell’ordine: tutti, TUTTI colpevoli di tacere o non agire,

quindi complici.

Il dott. Giuseppe Saggese, ginecologo incaricato dalla Procura di Napoli Nord di effettuare la perizia ginecologica sul corpo della piccola Fortuna Loffredo, lanciata il 24 giugno 2014 dall'ottavo piano del Palazzo di Caivano (Napoli) nel parco sottostante, ha dichiarato in aula con orrore e commozione:

-Ho quarantasei anni di attività e non ho mai visto uno scempio tale su una bambina, e noi periti intendiamo abusi tutto quello che penetra nel corpo di una vittima. Per le violenze subite, Fortuna soffriva di incontinenza fecale.-.

La madre di Fortuna, Domenica Guardato, dichiara, sicura: -io non credo alle violenze sessuali.-.

Illustrissimo Signor Giudice LA PREGO MI CAPISCA, non sono io il colpevole.

Signori miei capite questo povero uomo, portato a peccare: la bambina era seduttiva, col suo sorriso felice.

Lo vedo, Raimondo Caputo, barcollare dietro le sbarre, quindi accasciarsi sulla sedia a occhi bassi. Marianna Fabozzi invece, imputata col Caputo nel procedimento penale sulla morte della bambina, fissa il pubblico in aula con aria di sfida, pare che a questa donna nulla interessi di ciò che è stato e che sarà; domanda di uscire dall’aula.

Chiamiamola donna, o meglio ‘femmina’, ma non Madre vi prego.

Raimondo Caputo e Marianna Fabozzi: punta di un iceberg.
Me ne occupai qualche mese fa, tra polemiche e minacce pubbliche e in privato: Lanusei, dove vivo, prostituzione minorile e pedofilia recidiva.

Paradossalmente, l'attacco peggiore lo ebbi da parte di un sindaco pronto a lavarsene le mani ("Lanusei non è così") e certa stampa complice, servizio sociale "all'oscuro della situazione" (Cit.), nonché da un gruppo sparuto di 'madri' e 'insegnanti' alla deriva, dal bullismo facile, evidentemente toccate dalla situazione.

 ‘Come toccate’ lo stabiliranno le indagini delle forze dell'ordine e le mie querele.

Omertà: "io non sapevo","le vedevo ma non avrei pensato che...", catarsi: "l'hai scritto per farti pubblicità", indifferenza: "se lo scrivi ti fai dei nemici".

Madri Nonmadri di una società complice e degradata, figlie del silenzio forse abusate a loro volta, comunque non in grado di difendere i propri figli e il più debole in genere. Eccoci, ancora. Accanto alla cella del Gran Macho pedofilo lascerei vegetare, davanti a uno specchio perennemente in luce, TUTTE le madri del ‘palazzo degli orrori’, metafora di società allo sbando. Queste coniglie al mondo senza far rumore, o dal trucco firmato e i tacchi da letto. Eccole, quelle che ai figli non parlano ma regalano, quelle che ne lavano via l’innocenza profumandosi la coscienza e senza guardare, che ne puliscono i lividi e tentano, per vergogna, di ricucirne le deflorazioni. E i vicini delle madri, che vedevano, e gli amici che ascoltavano, e i preti confessori e le maestre e certi medici e...e... . Ma ancora troppe, le Nondonne allo specchio, qui tra noi, che madri per natura siamo e comunque: indegne bambole custodi e Giuda...ne conosci qualcuna? Non attendere che il gallo canti tre volte... .Mi domando costantemente (domanda retorica, la mia) Cosa, COSA ci ha abituate, in quanto donne, alla violenza, al concetto che il dover subire sia da donna buona e giusta, e che la donna sia, solo perché nata donna, destinata alla sofferenza. Madri violentate, mentalmente e/o fisicamente, che fisiologicamente destineranno i propri figli a subire a testa bassa. Chiediamoci quanto peso abbiano, in una società facilmente plagiabile ché fondamentalmente fragile e confusa; le scelte, le 'direttive' di religione e mala politica. Troppe finte madonne, sconvolte da TV spazzatura e merda mentale, frustrazioni da casa chiesa e sessi spesso zittiti. Questi corvi che non hanno mai imparato a volare. E ogni abuso che un innocente subisce nel silenzio –tutti i minori sono figli di tutti noi adulti- rappresenta, per troppe puttane senza gloria, opportunità di cambiamento non colta. Ritengo urgente il riappropriarci di quel Femminino sacro sempre stato nostro nonostante infangato, dimenticato. E intanto davvero cali, dove dimenticanza e legge degli uomini non basta, la spada della Natura: unica punizione degna. Il grado di civiltà di una Nazione si misura sulla protezione garantita al più debole, all’indifeso. Questo siamo Amici miei, e su questo invito a riflettere, non dimenticare: ‘palazzo degli orrori’, simbolo e mappa di una Società che ha definitivamente perduto il senso della realtà e la comunione, Società marcia fino al midollo, indifferente e individualista, che merita la punizione più dura.





Lanusei e pedofilia, prostituzione minorile. Me ne occupai qualche mese fa, tra minacce pubbliche e in privato: http://giovannamulasufficiale.blogspot.it/2015/09/quei-fiori-nel-fango.html 









 



(Ph. by Leon Gimpel)










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