lunedì 24 aprile 2017

Femminicidio: questi miei fantasmi danzanti







Quante emozioni, amici miei. Quanti semi piantati (e basterà un solo germoglio per testimoniare che non abbiamo vissuto invano!) e cammino condiviso che continuerà comunque e dopo Noi, attraverso Coloro che si armeranno di forza e purezza per intraprenderlo. Ma è la Terra stessa che seleziona i suoi piantatori di Seme. Lei, Madre Matrigna, prima sceglie e sottopone al torchio: spreme e divora, trasforma il sangue in linfa e getta al buio, tra i fantasmi del passato e la solitudine: devi morire davvero dentro per comprendere che, quella tenebra, serve a farti rinascere e maturare. I Lettori sanno che tra tutti i miei scritti uno, in particolare, mi è figlio doloroso e caro, ché autobiografia romanzata legata a violenza vissuta: 'Lughe de Chelu e jenna de Bentu', scritto in lingua italiana a dispetto del titolo. L'opera, giunta ora ad una sua felice terza edizione ne gli Stati Uniti, vede prima pubblicazione per Bastogi nel 2003. E' la mia storia: nel 2001, alla mia richiesta di separazione, subii tre tentativi di omicidio da parte di colui che, a quel tempo, era mio marito da oltre dieci anni nonché padre dei miei quattro figli, allora tutti minori. Ero una bambina circondata da altri suoi, amatissimi, bambini. L'ultimo tentato omicidio avvenne per strangolamento e accoltellamento davanti agli occhi dei figli, e mi lasciò quasi morta. Viva per miracolo, comunque morta dentro. Caddi in quello che oggi chiamo 'il mio pozzo nero': una profonda depressione che mi allontanò da vita, realtà, la mia arte, dai miei stessi figli... In effetti soltanto la responsabilità nei confronti di questi Germogli innocenti mi tenne legata all’esistenza terrena. Ci sono ferite, amici miei, che mai rimargineranno; con la maturità ho inteso che per vivere è necessario apprendere a danzare coi nostri fantasmi, pure coi più aggressivi, quelli da tenere a bada con le carezze. Fatalmente li si ingabbia tra alcool o droghe ma sono in grado di resistere comunque, i maledetti... Oooh, si. Attendono un solo istante di fragilità e incertezza, basta un attimo soltanto, per manifestarsi a domandare pegno. Penso si debba imparare a conviverci ché soltanto con noi, moriranno. A questa altezza della vita non so se e quanto a lungo riuscirò a conviverci; mi muove l'istinto animale e rabbioso, una brama di vivere che mi acceca e cozza costantemente col buio ma oggi ci sono, sono qui e la voce per gridare non manca: per me, per te, per Noi. La ferita grida ogni qualvolta una donna, una Sorella, viene uccisa per mano di un sentimento deviato. Rammento -in verità VOGLIO rammentare- quel periodo come un Limbo, e ricordo un continuo domandarmi ‘Perché’: perché era accaduto a me, perché da parte di Lui, che diceva di amarmi alla follia, perché i miei bambini avevano dovuto assistere allo scempio. Ma non esiste un 'perché', amici miei... Darci un perché significa, in un modo o nell'altro, giustificare la violenza; giustificare un amore malato o meglio, un affetto importante che, allora, ritenevo il mio vero Bene. Una possessione scambiata per amore; vuoi per immaturità e pregiudizio, vuoi per incoscienza, vuoi perché forse, dell’Amore, poco o niente davvero si conosce fino al momento in cui si ha la sorte –o la maturità?- per incontrarlo. Mi scavai a lungo...lo sanno Natura o Dio -se un Dio c'è e ci guida-, quanto. Mi scavai e caddi rialzandomi, inciampai e caddi ancora. Non riuscii a parlare del libro per anni... Un profondo pudore, un senso di colpa ingiustificato e inenarrabile mi coglievano. Eppure il libro, a dispetto della sua autrice, intraprese il suo cammino; presi a ricevere lettere da donne di tutta Italia -Sorelle amo chiamarle oggi- che mi ringraziavano, pensate un po'... Ringraziavano ME, ed ero io a dover loro il mio grazie. Ogni lettera rappresentava un richiamo alla vita: "Grazie per esserci", "Grazie per aver avuto il coraggio di denunciare", "Mi hai dato il coraggio di fuggire da lui, se ci sei riuscita tu posso farlo anche io"... e così via, potrei parlarne a lungo. E così, lentamente e con fatica, riemersi dal pozzo, riaprii gli occhi sul mondo. Compresi quanto la Letteratura, l'Arte, puo' e deve farsi messaggio costante, anche scomodo in mezzo alla sterilità di un Sistema che vorrebbe la donna bambola, non pensante, perfetta sempre e comunque, forse inesistente. Ma ci siamo, amici...ci siamo e siamo in tante, e siamo qui ed ora, ancora. Necessita una Legge che davvero prevenga la violenza e punisca il colpevole. Occorre la denuncia: l’omertà è complice della violenza. Ritengo fondamentale lavorare costantemente di cultura su una società malata di individualismo, superficialità.
Occorre, sopratutto, che la donna creda in se stessa, in quanto donna: che conosca i suoi diritti per essere in grado di farli rispettare e, per prima, rispettarli.
Unite, Donne e Sorelle: l’unità tra noi può salvare, prevenire, fermare.
Vi bacio, con Affetto grande e Sorellanza: la Vita continua e l'Amore, dopo il dolore immenso, arriva. Per accompagnarci lungo un sentiero del quale non vediamo la fine ma di cui, certamente, è possibile goderne gli odori, i colori, quel senso stesso, ed unico, dell'Esistenza.







Foto: Don't Touch My Brain
"Non toccare la mia Mente", San Teodoro, Teatro La Cupola: convegno e performance.
Violenza ed effetti collaterali su affetti e società, nata dall’idea delle Artiste Nietta Condemi De Felice e Seb Falchi Martinez. Sono intervenuti, con me:
l’Antropologo e Giornalista Bachisio Bandinu, la Psicoterapeuta Carla Concas, l’Avvocato del Foro di Nuoro Maria Grazia Corrias, la Naturopata Patrizia Cossu, il Presidente del Centro Antiviolenza di Olbia Patrizia Desole. Ha egregiamente coordinato il Convegno la Giornalista Carmìna Conte con la preziosa partecipazione degli Attori Annalisa Uda, Giovanni Carroni quindi la Poeta Marella Giovannelli. Un mio grazie speciale al Pubblico numeroso e attento, alle mie Maria Giovanna Mulas e Marina Mastino.








Nessun commento:

Posta un commento

Novità in Libreria per il 2018 / 2019

Cari Amici, Cari Lettori, Cari Operatori culturali, Intanto desidero scusarmi con Voi Tutti per una certa mia prolungata assenza, ma...