giovedì 27 aprile 2017

Un ibrido malato, di nome PD









Diversi anni fa sono stata iscritta ad una modesta sede PD locale della quale, in seguito, ho ricoperto il ruolo di segreteria. Risparmio al Lettore il resoconto di profonde discussioni e comprensive lacerazioni in sede di partito ma tant’è; presentai ufficialmente le mie dimissioni poche settimane prima dell’avvento del leader Renzi che continuo a reputare, mi si perdoni, persona senza esperienza di vita ‘vera’, distante dalla gavetta necessaria ad abbracciare se non il senso dell’esistenza almeno lo strazio, la fame, il degrado e la rabbia che covano sotto la cenere di una Massa, come l’italiana, in sbando etico prima che economico. Insomma Renzi è comunque stato, come quanti l’hanno preceduto, l’uomo giusto al momento giusto atto a muovere, guidato, i fili della Nazione.
Criticatissima dai compagni di partito strappai la tessera quando l’ex premier, cacciatore di voti, tra le altre trovate prese a girare l’Italia con un camper troppo elegante per quel ruolo: il tutto mi odorava di finzione ed esposizione fuori luogo dell’agio; in un preciso momento storico, sociale e politico di sofferenza generale: un poco come i due Euro che il PD domanda al voto. Come è la storia amici miei? L’Elettore vi regala il suo voto ( e un voto è o dovrebbe rappresentare dono prezioso di fiducia, non merce di scambio) e Voi lo fate pagare?  Ridicoli, amici miei. E patetici.
Ma si, avete ragione. Forse questa è un’altra storia.
Un poco come la nostra Patria in ginocchio, alla fame come e più della Grecia. Come prevedevamo da anni e in troppi si schernivano e No, No, esageri, no, non è così, dài, ridici sopra e sei troppo seria... . O come la terza guerra mondiale o meglio, la quarta nella quale ci immergiamo, tra una mistificazione e l’altra dei mezzi d’informazione: per il soldo di pochi, forse i nostri figli non vedranno un domani.
Hey tu...si, tu! Parlo anche dei tuoi, di figli...proprio i tuoi, tu che sembri non renderti conto che la guerra ci tocca tutti, nessuno escluso, e che non esistono guerre di pace ma sì multinazionali di armamenti, banche, medicine, imprese di ricostruzione: tutto, tutto pasce dietro il velo dell’ignoranza generale, ovviamente voluta da un Sistema deviato e coltivata da decenni. Platone la vide lunga, con la sua caverna.
Strappai tessera e certe amicizie, dunque: il tempo giusto per rendermi conto del profondo deficit culturale tra gli iscritti, poche persone rivolte al bene della comunità e troppe –soprattutto ai ‘vertici’ di quella che era e resta, sebbene con scarsi elementi, una micro lobby operante tramite gerarchia solo apparentemente unita- appassionate a lucrare su analfabetismo politico e indifferenza comune, sul presenzialismo di alcuni, sulla voglia di apparire di altri. Alla 5 stelle insomma, e lo ammetto con un intimo malessere che non passa.
Col circo blu del 25 aprile a Milano penso che si sia toccato –se ancora era possibile, ammettiamolo placidi, a seguito del governo Renzi- il fondo: si tenta maldestramente di ridicolizzare la storia, distorcerla ad usum delphini, a vantaggio del più forte, come del resto avviene costantemente.
Aprite gli occhi amici miei: non vi state comportando meglio dei 5 stelle tanto odiati: ‘strumentalizzazione’, ‘ridicolo’ e ‘patetici’ sono i termini che fluiscono qui ed ora.
Si è veramente sicuri che questa nostra Patria ferita, che intere famiglie in fila alle mense Caritas, che il terribile fascismo di ritorno (certamente da non sottovalutare) vadano combattuti agitando bandiere inneggianti Coco Chanel?
Aborro, amici miei, aborro e invito a ulteriore riflessione critica comune.




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