mercoledì 17 maggio 2017

Oltre (e con) rossetto e calze a rete, Oltre (e con) un fucile





Forte confusione nei ruoli. Sempre più donne che in atteggiamenti, dialoghi e pensiero, ‘imitano’ e male gli uomini.
Eppure, amiche mie, la bellezza sta nella diversità. Perché vergognarsi di ciò che si è o di come si sente il Tutto? Noi, partorienti cicliche, metruate sempre, sacerdotesse di lune e maree...Un mare non cessa di essere mare, quando in tempesta. E qualcuno può provare a chiamarlo ‘canna’ o ‘cielo’, ma resta mare.
Insicurezza? Sfida? Necessità? Riscatto-catarsi per i secoli di repressione subita (e mai davvero terminata), historia docet?. Paradossalmente la ‘specie maschio’ –quindi, come sappiamo, un Sistema Maschio, misogino-, porta la donna a corazzarsi per difesa, ad indurirsi, a renderla inevitabilmente più simile a lui. Il rischio maggiore sta in una donna che perde se stessa, che fa l’uomo. Pensate ad un futuro (prossimo) nel quale la donna, la ‘normale’ figura femminile che tutti conosciamo e abbiamo appreso ad amare (per meglio dire...Si pensi a quella figura che, già dall’infanzia, ci è stata imposta come madre protettrice, o fata o strega, santa o puttana e senza vie di mezzo),
si: Lei, pronta a sacrificio costante, a sofferenza fisica e psicologica; la femmina dolce, carnale e guerriera...
Pensatela che si fa solo guerriera per affiancare un uomo insicuro e forse fragile, ‘suo’ oppure no ma che a causa di Tempi ed Eventi favorevoli ad un cambio necessita dell'energia distruttrice e contemporaneamente creatrice che, come maschio, ha perduto. Una nuova Dea Madre e Matrigna; in realtà l'Eterna.
Rifletto su una donna costretta dal Tutto a non essere se stessa: a non fare la donna,
o probabilmente e meramente obbligata dalla Natura a ritornare ad essere ciò che è sempre stata.
Forse, per ognuna di noi, si tratta comunque di scegliere tra la pillola blu e la rossa: una Verità, il ritorno o la stasi nell'/all’inconsapevolezza. Le mezze misure non esistono tra i voli alti ed un ciondolare radenti, mai superando la rete di contenimento. Se tu, Donna, prendi la pillola rossa ti conosci e Conosci finalmente e davvero, ma dopo non puoi più tornare indietro; accada quel che accada. Conosci i tuoi diritti di Donna, perché sei qui e cosa puoi fare per te e LE ALTRE, Qui ed Ora.
Oltre (e con) rossetto e calze a rete, oltre (e con) un fucile. Consapevolezza? Ancora Conoscenza; per me la forza più grande di una Donna. Ritengo ancora e sempre necessario un lavoro di politica culturale a Tema, interazione/integrazione tra diverse culture, dibattito e confronto critico costruttivo.

Nessun commento:

Posta un commento

Sulle dinamiche perverse nell’uomo: essere o dover apparire ‘umili’?. Fede ( appunti, 2018: l’irrimediabile condizione di esseri individuali come origine primordiale del dolore umano? - II )

(...) in verità mi domando: quanto ci adattiamo, attraverso un ruolo pubblico o nella vita privata, a dinamiche perverse di vit...