martedì 23 maggio 2017

Nella Serra della Vita







Durante la mia vita, e già dall’infanzia, ho avuto a che fare col mostro del cancro. Ho perduto persone a me molto vicine; ho accanto persone che ne sono guarite. Fondamentali prevenzione, cura, soprattutto amore: oggi di cancro, quando colto in tempo, si può guarire. Mai dimentico la via crucis da un ospedale all’altro della penisola, nuovi nati già malati di tumore con la flebo a martoriare le piccole braccia, la disperazione dei genitori, i pianti, certi ragazzini con arti mutilati, in sedia a rotelle o stampelle, ed un magnifico sorriso che speri duri dopo te. L’ammirabile, immenso coraggio di madri e padri, l’energia inesauribile e la speranza regalati dal personale ospedaliero. Tutti fiori: superbi o semplici, uniti, mischiati, profumatissimi tutti, racchiusi nella serra della vita.
Quante storie ho ascoltato tra quei reparti, quante volte ho vissuto altre esistenze e in tempi diversi, quante volte ho pianto e pregato e soltanto la Natura o un Dio sanno Cosa e Come. E quanta forza e fiducia per il futuro ne ho ricavato... Grandi, grandi esempi di vita per tutti si sono alternati e continuano ad alternarsi nei corridoi del destino, sovente nel silenzio o l’indifferenza generali perché lo sappiamo, amici miei: spesso ci vuole più coraggio per vivere, che per morire. E i veri eroi, frequentemente, ci sono vicini più di quanto è possibile immaginare. Ci si pensi qualche volta e tra la superficialità, l’apparenza nichilista dell’oggi si apprenda ad amare la vita per quel semplice, unico fiore che è e ci è stato donato; non m’importa da chi o come. Siamo in tanti, nella serra, come è giusto che sia; tanti profumi, e quanti colori che vedo da qui, ne sento il bisbigliare vibrante grazie a un maestrale che mi odora di salmastro: lo stesso per me, per te. Tutti uguali seppure diversi questi fiori, tutti da amare e proteggere nello stesso modo.




(Imagine by Hu Junday)

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