domenica 18 giugno 2017

Eccomi, 'Pana'







In questo scatto interpreto la parte di una 'Pana', per il teatro. E' il monologo teatrale 'Bianca Rondine Silente', tratto dal mio romanzo 'Nessuno doveva Sapere, nessuno doveva Sentire (accabadora)', uno dei miei romanzi nei quali si respira più Sardegna, Sacro e Profano. Girammo la scena di gennaio e semi nudi, in una notte di nebbie e luna piena, campagna agreste sarda, il gelo nelle ossa. Vicino a noi, un'antica vasca di acqua termale, fumosa, utilizzata dalla regia (Antonio Marras e la compagnia del Teatro della Chimera) per la scena del Sabba tra le streghe che descrivo nel romanzo. La 'Pana', secondo la tradizione popolare sarda, è il fantasma di una donna morta di parto. Le 'Panas' si trovano, in gruppo, durante le notti di luna piena, nella riva di un fiume situato presso l'incrocio tra due strade. I Fantasmi lavano e battono i panni con le ossa di morto e cantano, urlando alla luna la loro disgrazia. Chiunque li senta deve fuggire lontano: il vederli farebbe ricoprire il corpo del malcapitato di piaghe, e arriverebbe alla pazzia. Un aneddoto, ai posteri. L'amica Pittrice surrealista, la pluripremiata Pinina Podestà, ha felicemente curato copertina e illustrazioni interne del libro. Pinina, prima che girassi la scena della 'Pana', mi aveva mostrato la cartella coi suoi schizzi per il romanzo. Uno tra tutti, in particolare, mi aveva colpito. Raffigurava un bue con un solo corno. Non so dirvi perché, ma in quel momento mi aveva colpita, in bene. lo 'sentivo' vicino alla storia, all'opera. Mentre ci accingevamo a girare la scena nella campagna agreste, rammento che dalla nebbia sbucò un gruppetto di placidi animali lasciati liberi di pascolare in quel tratto di terra. Tra loro apparve un bue, mansueto, aveva un solo corno. L'altro danneggiato o tagliato non so, comunque non si vedeva, non l'aveva. Con Pinina ne ridemmo, un po' spaventate...forse dovevamo essere in quel luogo e in quel momento, e forse, quella luna ci aveva aspettati, voluti. Lo vidi come un segno favorevole del destino, per Noi, per l'Opera.





(da 'InFrAmmentos di Me', autobiografico)

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