venerdì 30 giugno 2017

La Merda dell'Oggi






Se pensiamo che fino a qualche anno fa gli uffici stampa dei partiti politici, come ‘Piazza Pulita’ o ‘La Gabbia’, potevano ancora impastare l’ascoltatore più ingenuo con urlate, finte diatribe tra un operaio e il suo datore di lavoro,
oggi il crollo degli ascolti di questi circhi mediatici (panem et circenses allo stile dei sindacati: ci picchiamo a cappellino e bandiera en pendant eppoi ci ritroviamo al pranzo dell'Hotel a cinque stelle, pagato dall'imprenditore. Cosa, infatti, storicamente spinge a fare più catarsi al popolo insoddisfatto di uno sciopero inoffensivo, bianco, controllato ad hoc dalle forze dell'ordine?) fanno sperare in una nuova, seppure fisiologicamente lenta, consapevolezza popolare.
Se ieri degli infelici aspiranti scrittori, uffici stampa delle case editrici, come un Moccia, un Volo o una Michela Murgia, potevano ritrovarsi in libreria o in televisione grazie all’amico dell’amico e alle operazioni di marketing (su corruzione editoriale in italia: https://giovannamulasufficiale.blogspot.it/2014/09/disquisizioni-su-corruzione-editoriale.html )
oggi noto un progressivo miglioramento nel Lettore tipo, forse finalmente saturo di farsi arruffare la mente da un’editoria dedita a minchiate. E le copie le spii felicemente invendute, come del resto hanno sempre meritato, nelle vetrine delle enormi librerie a catena, politicamente corrette, quelle che hanno salassato e obbligato alla chiusura i piccoli e creativi librai di quartiere.
Aspiranti libri incastrati tra un carciofo, un Tampax e un barattolo di surrogato di cioccolata; la mutandina di una Paris Hilton che ammicca alle riflessioni filosofiche di Bettarini.
La Natura, col tempo, destina dove non può l’uomo, e incastra ognuno nel tassello spettante.
Del resto, quella splendida scoperta di controllo delle Masse che è la televisione, sta venendo superata dai social, come Sistema (di controllo) aveva voluto e come Sistema, in fondo, gioisce: Il vero Anticristo sono i social, predica qualcuno. I nostri ragazzi –e, peggio ancora, gli adulti stessi-
non possono più vivere senza un telefono cellulare: si parlano da una panchina all’altra messaggiandosi con le faccine; il marito, al discount, fa uno squillo alla moglie per domandarle che tipo di pasta deve comprare e se serve anche il sugo e quale, perché ha perso gli appunti.
Oggi il più incapace tra gli uomini diventa un divo, pubblicando le sue foto mentre balla in mutande, o violenta il cagnolino della vicina.
Meno -e peggio- sai fare più vieni divinizzato. Ci si è talmente abituati alla mediocrità, al passaggio dal letto per il raggiungimento di facili traguardi che un vero, buon curriculum stupisce persino.
In effetti resta ancora abbastanza complesso, tra gli stessi adulti, disquisire di elementi di geopolitica senza cadere nel pettegolezzo legato al cambio di pettinatura di Barbara d’Urso, ma tant’è. Questo è il mondo che viviamo miei Adorati, ed è bello perché è vario.
L’importante è, in vita, continuare a godere di quanto, in purezza, la Natura ci offre, di quanto il sole scalda e ha sempre scaldato, anche quando non siamo stati in grado di avvisarne il superbo tocco sulla pelle.
Questa è la Terra che viviamo amici miei, ed è bella perché è varia.
L’unico modo per difenderci da noi stessi, forse, è camminare a piedi nudi,
e sentirla.




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