mercoledì 20 settembre 2017

Insegnamento della religione a scuola: i diritti dell'allievo alla Libertà di pensiero sono tutelati?






Scuola italiana e insegnamento della religione cattolica. Uno Stato dichiaratamente laico che ospita il Vaticano (Status Civitatis Vaticanæ, sorto con il Trattato Lateranense, 1929), il più piccolo stato indipendente del mondo che, sebbene di sovranità indiscutibile, autosufficiente, dispone precetti nel quotidiano sociale, nel politico dello Stato custodente.
Italia laica nella cui scuola, già multietnica, multiculturale e multireligiosa, è presente –sovente imposta, perfino- una raffigurazione del Cristo in croce.
La fede può farsi accecamento?. Fede che fa della speranza un piedistallo e della carità un egoismo (nulla è peggio, per la dignità umana del bieco assistenzialismo)?. Quali sono i veri errori di un cattolicismo se non l’abuso della fiducia datagli, il nascondere all’Uomo, tramite costante richiesta di una pacifica sottomissione, i suoi diritti alla vita, alla conoscenza?. Fede che, concretamente, si oppone all’istinto di vita?.
Accade a Nuoro, mia città natale. Giovanni Siotto, 32 anni, docente non di ruolo in quattro scuole medie della città, ha consigliato in classe la lettura di testi destinati a un pubblico giovane e incentrati su amore, sesso e i disagi tipici dell'adolescenza. La Curia del capoluogo barbaricino, da cui dipendono le nomine per l'insegnamento della religione, non avrebbe rinnovato l'incarico che l’insegnante manteneva da un anno. Il teologo ha denunciato l’ufficio Irc (Insegnamento della religione cattolica) per “mobbing, abuso d’ufficio e per una gestione ‘farlocca‘ delle nomine”. Coinvolti nel vortice della denuncia il vescovo Mosé Marcia, alcuni esponenti dell'ufficio scolastico regionale e il parroco Don Francesco Mariani. I pareri dei genitori degli allievi pare che siano spaccati: c’è chi sostiene l’insegnante anche tramite gruppi ad hoc in facebook, c’è chi ne aborra il metodo.
Scuola italiana e insegnamento della religione cattolica, ovvero Lux in tenebris: la verità si accorda male con le agevolazioni, le rinunce.
Penso sia imprescindibile il dover operare per una scuola che deve rimanere obbligatoria, gratuita e laica. Occorre affondare certa scuola confessionale, la volta a generare timore e verso l’autorità e verso il dogma; sottomissione che sfocia in rassegnazione. La tutela dei diritti dell’infanzia –oramai calpestati nel quotidiano internazionale- c’interpella affinché l’alunno, ogni minore, possa e debba ricevere un insegnamento attraverso modalità che rispettino ogni sua potenzialità creativa. A mio parere soltanto una istruzione laica è in grado di somministrare al bocciolo tutte le possibilità atte ad un germoglio equilibrato pure consentendogli, giunto in età adulta, di determinare egli stesso eventuali opzioni religiose, le scelte morali e politiche. Reputo basilare compito dell’adulto illuminare le giovani coscienze ed in primis tramite il vissuto,
mai annichilirle.
E’ qui che vedo doveroso portare via alla Chiesa –che dovrebbe essere volta, soltanto, a scaldare, rassicurare un cuore- quel ruolo nell’insegnamento scolastico che ha utilizzato, historia docet, per viziare le coscienze: già troppe immagini da circo si parano, quotidianamente, tra l’uomo e la luce della ragione, ad imbrogliarne/imbRigliarne un quadro imparziale del tutto.
Al di là di una Italia di, sappiamo, carattere provinciale e mai veramente, eticamente unita, su cui è indispensabile esercitare politica culturale & cultura politica; oltre gli ambiti famigliari e/o collettivi suggestionati, accartocciati nell’ignoranza più turpe, ebbene: al centro di questo Universo deve seguitare a stare l’uomo, microcosmo, signore di potenzialità del mondo visibile che lo recinta, o macrocosmo. L’uomo, che possiede dentro i mezzi per la propria liberazione: non è necessario apportargli qualcosa di esterno, è sufficiente sradicargli ciò di cui è già dotato, e incrementarlo, palesarne l’intero valore.
“In te stesso riposa un mondo, non cercarlo fuori di te” (Cfr. Comenius).
Reputo punto nodale l’esaminare e far considerare ciò che realmente significa, in termini di potere per una religione che è e fa politica, la convenienza di imporre ad una massa frastornata una visione viziata della storia,
ergo della comunità internazionale, e sottolineo internazionale, che la vive.






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