lunedì 30 ottobre 2017

Ancora su emigrazione e violenza







Durante la notte a Roma, in pieno centro, cinque ragazzi romani tra i 17 e i 19 anni hanno circondato e aggredito due emigranti, prima con insulti razzisti, "Sporco negro”, “Gli immigrati via dall'Italia", poi con le botte. Le vittime, un cittadino del Bangladesh e un egiziano, hanno riportato fratture al naso, alle orbite e alla mascella.
Attenzione all’uomo nero, Baubau sotto il letto, ovvero Quanti danni possono ignoranza e mala politica.
E’ incredibile come la storia vada a ripetersi, ciclica, a fare da monito per un uomo che non sempre è in grado di coglierne le sfumature; come madre severa a dire: “attenzione, il terreno è minato. Qui hai sbagliato e sei caduto. Potresti cadere ancora, e farti più male…”.
‘Vennero per i comunisti | e io non parlai perché non ero un comunista. || Quindi vennero per gli Ebrei, | e io non parlai perché non ero un Ebreo. || Quindi vennero per i sindacalisti | e io non parlai perché non ero un sindacalista. || Quindi vennero per i cattolici, | ed io non parlai perché ero un protestante. || Quindi vennero per me | e a quel punto non rimaneva nessuno che potesse alzare la voce.’ , scriveva Martin Niemöller sull’atteggiamento lassista nei confronti dei nazisti.
Eppure, nonostante quella che continuo a reputare vergognosa accoglienza riservata ai migranti, accoglienza immemore del nostro triste passato migratorio, l’Italia è uno dei Paesi dell’unione europea che ha più bisogno di migranti: la sua popolazione invecchia, le nascite risultano al minimo storico.
Mi vengono in mente i versi di Dante: ‘Tu lascerai ogni cosa diletta più caramente’, testimonianza di un’antica consapevolezza, quella del tormento di chi è costretto dal destino a vivere lontano dalla propria terra. Il migrante non è IL problema, il migrante è la vittima del problema. Mi domando quanti muri è in grado di tirare su un uomo per dividersi, allontanarsi, ‘separarsi’ da altri uomini.
«Cosa intende per nazione, signor Ministro? È una massa di infelici? Piantiamo grano ma non mangiamo pane bianco. Coltiviamo la vite, ma non beviamo il vino. Alleviamo animali, ma non mangiamo carne. Ciò nonostante voi ci consigliate di non abbandonare la nostra Patria? Ma è una Patria la terra dove non si riesce a vivere del proprio lavoro?» (Anonimo italiano Sec. XIX) .
Davvero si crede che bastino le barriere, i controlli, la violenza e le vergogne, per annullare ideologie e culture? La cattiva accoglienza che si riserva agli stranieri, escludendoli dai diritti sociali, civili e politici va a significare un Muro della Vergogna, il negarne l’esistenza come esseri umani.
Chiaro è che in tempi in cui la globalizzazione produce circa 600 milioni di migranti, è necessario programmare forme di aiuto allo sviluppo e di riconversione economica a favore dei Paesi che misurano una maggiore espulsione di esseri umani.
Non assistenzialismo offensivo, ma problematica affrontata alla radice.




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