lunedì 30 ottobre 2017

Consigli di Lettura







Il Lettore mi perdoni un appunto: occorre, per noi adulti, diventare più...coraggiosi anche nelle letture, non masticare ciò che ci viene passato sempre e comunque come eccelso, ed il più delle volte deludente, vuoto:
ri-abituamoci alla qualità, pretendiamola perfino. Solo in questo modo potremo abituare i nostri ragazzi alla critica costante, alla riflessione, al confronto e l’interazione tra culture quindi identità.
Riabituamoci alla semplicità, alla purezza della vita.
Due opere senza tempo come lo è solo la vera letteratura, romanzi che, di norma, consiglio agli allievi del mio Laboratorio di scrittura, sono ‘Cecità’, del Nobel portoghese José Saramago (‘Ensaio sobre a Cegueira’ il titolo originale, ‘Saggio sulla cecità’), e ‘Il Ritratto di Dorian Gray’, di Oscar Wilde.
Il primo colpisce per stile: assenza di nomi propri per i personaggi, identificati con espressioni impersonali, dialoghi non introdotti dai due punti, né dall’utilizzo di virgolette.
Perché il Lettore possa specchiarsi crudelmente nella massa amorfa descritta: ‘Cecità’ è forte critica di una Società divisa in strutture di potere, di un popolo individualista, il nostro dell’oggi, ‘cieco che vede’.
‘Il Ritratto di Dorian Gray’, a mio parere una delle opere migliori del Wilde assieme al ‘De Profundis’ associato alla maturità stilistica e personale del dandy irlandese (a cui perdoniamo, solo grazie al lascito letterario, la rinomata misoginia);
rappresenta corruzione, superficialità e apparenza che vincono sull’essenza, che trascinano l’uomo ai confini dell’inferno in terra.
Pubblicato originariamente nel luglio del 1890 sul ‘Lippincott's Monthly Magazine’, il romanzo è ambientato nella borghese Londra vittoriana del XIX secolo.
Lettore avvinto dalla miseria umana, rappresentata in tutta la sua trascinante, decadente lussuria.
Due titoli da evitare, tra due penne all’arrabbiata e la fiction in Tv di questo autunno mai davvero cominciato.
‘50 sfumature di Grigio’ (Fifty Shades of Grey) dalla scrittrice inglese E. L. James (pseudonimo di Erika Leonard) e conseguenti ‘...di nero’ e ‘...di rosso’.
E’ la narrativa commerciale che aborro, sgrammaticata, senza trama o talento. Sesso per frustrati curiosi, annoiati della vita.
Altra opera che sconsiglio riguarda i nostri bambini: è l’intera, pluripremiata saga del maghetto sfigato Harry Potter.
La trama è un’accozzaglia confusa di favole note, copiate male e scritte peggio, sacro e profano s’intersecano per confondere, strappare alla riflessione il bambino di Oggi, già stordito da videogames e spam TV.
Che si consiglino ai nostri figli quei classici sempreverdi e portatori di Verità, opere che matureranno con loro: ‘Il Signore delle Mosche’ (di William Golding), ‘I ragazzi della Via Pál’ (Ferenc Molnár), ‘L’isola del Tesoro’ (di Robert Louis Stevenson)... .
Di questi tempi così socialmente e politicamente complessi dove la superficialità, l’apparenza devono, al fine di un autentico progredire dell’Umanità, venire superati dalla riflessione audace; invito a fare in modo che la lettura sia attimo distensivo ma che, pure, generi idee, dibattito, contraddittorio.



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