lunedì 30 ottobre 2017

Poligono di Perdasdefogu, Amazzonia e i danni dell' ignoranza







Era il 2010 quando ebbi modo di viaggiare per lavoro in Amazzonia, come ho riportato in uno dei miei libri. Durante la permanenza capitò di doverci rifornire di qualche prodotto di prima necessità, attraverso l’unica farmacia presente, in quel caso, in Leticia: elegante, ampia, fornitissima, al servizio dei turisti come, pure e soprattutto, degli indigeni. Ebbene, mi colpirono certi prodotti che acquistammo, a prezzo esagerato e nonostante il cambio della valuta fosse a nostro favore: stessa marca della europea, qualità più che scarsa sia a livello di causa-effetto che in semplice estetica. Dagli autoctoni venimmo a sapere che i componenti delle tribù venivano utilizzati dalle multinazionali farmaceutiche come cavie inconsapevoli. Su di loro, ovviamente a loro insaputa, venivano sperimentati prodotti in seguito venduti, o meno, in quello che è ritenuto, il nostro di poveri illusi e vanesi, ‘primo mondo’. Forse fu in quel preciso istante che compresi veramente ‘dentro’ ciò che significa, in termini di potere, l’ignoranza di una popolazione: è l’utilizzo a sua insaputa e, in primis, a suo scapito, di tutto ciò che, ad una mala politica, può dare profitto. Un popolo può morire, come in effetti spesso accade, o potrà spegnersi il mondo che lo vive che, comunque, risulterà essere il male minore per un Governo corrotto: chi non conosce i propri diritti mai domanderà per vederli rispettati. Ergo, si comprende l'importanza dell'imporre ad una Massa l'ignoranza: tramite i mezzi d'informazione viziati, i testi scolastici formattati/censurati, una scuola privatizzata dunque riservata soltanto a quanti in grado di pagarla... .
In Amazzonia mi vennero chiari alla mente tanti, troppi casi riportati a singhiozzo dalle cronache internazionali, eppoi messi a tacere: la sperimentazione delle prime pillole anticoncezionali sulle donne inglesi ad esempio, un Tamigi inaspettatamente invaso da fauna venuta al mondo deforme o già morta quindi le analisi di laboratorio che avevano collegato la strage, appunto, alle scorie fognarie che andavano ad unirsi alle acque del fiume.
Anche in Ogliastra, in Sardegna, si muore d’ignoranza. Il Poligono Interforze del Salto di Quirra-Perdasdefogu, in provincia di Nuoro, ha ospitato decenni di sperimentazioni e test su armamenti di nuova generazione dell’esercito italiano e di eserciti stranieri. Troppe nascite di capi di bestiame deformi e l’elevato numero di leucemie e linfomi di Hodgkin (la malattia comunemente nota come Sindrome del Golfo), sia fra i militari operativi nella base che fra i pastori locali, hanno spinto la magistratura a indagare sull’avvelenamento di un territorio da secoli dedito alla pastorizia. Dalle indagini, condotte con la collaborazione di medici e veterinari delle ASL di Lanusei e Cagliari e rese note nel gennaio 2011, sono emerse coincidenze statisticamente significative fra malformazioni di animali, tumori emolinfatici e l’inquinamento da nanoparticelle.
Il dettaglio se vogliamo più grave, è che i più grandi nemici dei ‘difensori’ locali di ambiente e uomini sono gli stessi sardi: pare che in ogni famiglia della zona risultino due o addirittura più morti causa leucemie e linfomi di Hodgkin eppure, eppure, ancora la popolazione difende Poligono & C.: della zona viviamo, della zona mangiamo e il poligono contribuisce ad una nostra migliore esistenza, in un modo o nell’altro.
Nel luglio 2014 è stato comunicato il rinvio a giudizio di otto ex comandanti del Poligono di Perdasdefogu e del distaccamento di Capo San Lorenzo, in carica tra il 2004 e il 2010. L’accusa è di omissione aggravata di cautele contro infortuni e disastri perché non avrebbero interdetto al pubblico le zone a rischio utilizzate come una sorta di discarica per armamenti tossici come il napalm.
Risultano essere oltre 340 i militari italiani deceduti e 7650 quelli ammalatisi a causa di patologie derivanti dall’esposizione all’uranio impoverito (dati 2017 dell’Osservatorio Militare). I civili sono fuori da questo conteggio, così come lo sono i militari che si sono ammalati dopo essere stati esposti all’amianto nelle caserme, sugli elicotteri e sulle navi.
Napalm, arma inaugurata dagli States durante la Seconda Guerra Mondiale ed utilizzata massicciamente in Vietnam.
Per quanto ancora, dovremo morire d'ignoranza?.








1 commento:

  1. Forte! Ma i sardi credono di dover pagare questo scotto per un benessere che non è neppure cosmetico. Ma come dice la scrittrice, e non solo lei, è l'ignoranza a indurre il sonno. Una moderna ignoranza suffragata da feedback pseudotecnologici.

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