venerdì 5 gennaio 2018

“Fai di lei ciò che vuoi e quando vuoi. Non c’è Legge che lo impedisca.”







Se le aggressioni alla propria compagna non sono «frequenti e continue» si può parlare, secondo voi, di «maltrattamenti in famiglia»?.
Accade, ancora, in Italia. L’orrendo messaggio lanciato dal Tribunale al futuro uxoricida è: Fai di lei ciò che vuoi e quando vuoi. Non c’è Legge che lo impedisca.
Nuova offesa contro Noi Donne, Tutte, e ovviamente contro la stessa Umanità: a Torino è stato assolto un 41enne trascinato in tribunale dalla moglie per otto anni di violenze co
ntinuate. A pronunciare la sentenza e a motivarla è stata la giudice Maria Iannibelli della quinta sezione penale del tribunale di Torino.
I documenti parlano di calci, pugni e schiaffi, lancio di oggetti e offese quasi quotidiane. In base ai referti medici, la donna è corsa in ospedale nove volte in otto anni col naso rotto, costole incrinate.
Al momento della sentenza, il giudice ha stabilito che si è trattato di ‘atti episodici’ avvenuti in contesti particolari, non in grado di causare alla vittima uno stato di prostrazione fisica e morale.
O è violenza o non lo è: continua a svilupparsi la disumanizzazione in una Società, l’italiana, incivile, perché non in grado di proteggere il più debole. Ritengo indefinibile il guasto per questa Società in volontà di uniformità; è chi non comprende i propri limiti che non è in grado di metterne dove e quando necessari.
Tutto continua a comporre il marcio di una Nazione abitata da elementi che non distinguono la politica dal mercimonio; ché di politica parliamo, amici miei: scelte politiche mirate obbligherebbero una Legge di autentica protezione quindi di prevenzione della violenza sulla donna.
Ciò che manca, nonostante si viva in piena emergenza femminicidio, e lo scrivo da oltre quindici anni:
nella Penisola, oggi, si contano tre donne assassinate ogni due giorni.
Vergogna, vergogna.



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