domenica 4 marzo 2018

Italia: Lavorare di Cultura contro il femminicidio: perché necessita una Legge







Una volta in più ascolto, con orrore, della nuova strage di donne e questa mia ferita, ancora, sanguina per una Sorella e le sue due bambine uccise. Come i miei Lettori sanno, tre volte ho vissuto un tentato omicidio e davanti agli occhi dei miei quattro figli, in quel tempo minori. Tentati omicidi per strangolamento e accoltellamento: a lungo sono rimasta nel limbo, tra la vita e l'Oltre, comunque morta dentro. Per troppi mesi -tre anni- ho grattato le pareti del mio maledetto pozzo nero, la depressione che ne è venuta e mi ha allontanato dal mondo, dai miei figli, dalla mia arte.
Eppoi la rinascita, una delle mie tante.
Ciò che continuo a ripetere da oltre quindici anni e prima ancora che il femminicidio in Italia si facesse emergenza o moda nei blog, è che nel Paese occorre una Legge: la politica si faccia finalmente portavoce di una autentica legislazione che prevenga e protegga veramente la donna, ogni donna; che colui che può divenire un assassino (i 'segnali del futuro' ci sono sempre: è necessario leggerli, e non solo dalla vittima quanto da chi la circonda; ovviamente mi riferisco sia alla famiglia di origine che al contesto che la ospita)
venga allontanato, controllato, reso inoffensivo quindi punito PRIMA che uccida. La donna va ascoltata nelle sue richieste d'aiuto, sovente anche mute: lividi, occhi bassi, isolamento... .
E non smettere, sul tema, di lavorare di cultura, interazione, integrazione:
un bambino che è educato ad amare la donna la rispetterà in futuro,
una bambina che si rispetta, prima di rispettare, sosterrà se stessa e le altre nei momenti di necessità, non si volterà da altra parte.

Lavoriamo uniti contro l'individualismo che ci uccide.




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