domenica 29 aprile 2018

Quel business della disperazione







Quando il mondo viene presentato, ad adulti spauriti, sovente innocenti e comunque feriti, come la vetrina di un negozio di giocattoli: è quella meraviglia che non si conosce e si nasconde negli angoli più bui del locale (la nostra mente), ed 'io', soltanto io, posso aiutarti ad averla... .Leggo con orrore della donna che, disperata, si toglie la vita causa l’ennesimo plagio subito dal sedicente ‘santone’ di turno. Secondo recenti statistiche, durante il 2017 oltre 10 milioni di italiani si sono rivolti ai truffatori della disperazione; è il business della sofferenza, aggravato dalla forte crisi sociale, dall’ignoranza. All’inganno, sovente si aggiunge il disagio di chi non vuole denunciare perché si sente umiliato, colpevole; ma è sostanziale prendere atto che a tutti può capitare di cadere nella rete di impostori che sanno fare leva sulle emozioni, le fragilità umane. Di norma, si sa, viene instaurato un rapporto privato, intimo con la vittima prescelta: il truffatore diventa dolcemente quel punto di riferimento a cui confidare ogni turbamento legato alla propria vita. L’intento del ciarlatano di turno è carpire al massimo ogni informazione sulla vittima: prima o poi la metterà nelle condizioni di pagare le prestazioni, anche sotto minaccia. L'attività di chiromante o veggente non è di per sé vietata, ma ricordiamo che esistono una serie di illeciti sanzionati dalla legge come la circonvenzione d'incapace, l'estorsione. L’omertà protegge questi elementi pericolosi per i più deboli; è importante denunciare senza vergogna i casi sospetti.
Le persone che davvero desiderano aiutare, sostenere, fare del bene ai più fragili (...Certi ‘angeli silenti’), lo fanno in maniera gratuita, senza inganni o sopraffazioni, plagio.
Quanti lucrano sul dolore, su la disperazione altrui non meritano che il peggio.





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